Secondo l’ultima indagine Eumetra, lo scorso anno un italiano su cinque ha utilizzato la medicina integrativa per rinforzare le difese, migliorare il proprio benessere e curare malattie croniche. E il 66% ne è rimasto soddisfatto.
L’omeopatia convince chi ne fa uso.
È questo il dato più significativo emerso dall’ultima indagine condotta dall’istituto indipendente di ricerca Eumetra per conto di Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le aziende produttrici di prodotti omeopatici.
L’indice di soddisfazione
Nel 2025 10.4 milioni di persone sopra i 18 anni hanno assunto un farmaco omeopatico almeno una volta.
Chi si è affacciato per la prima volta alla medicina omeopatica l’ha fatto con tre obiettivi principali:
- Prevenire le malattie stagionali, rinforzando le difese immunitarie (37%)
- Curare malattie croniche come il mal di testa, il raffreddore o l’ansia (31%)
- Ottenere un generale sostegno naturale al benessere (30%).
Terminato l’esperimento, il 66% delle persone si è dichiarato soddisfatto o molto soddisfatto, mentre il 34% non ha percepito alcun miglioramento.
Migliorare la conoscenza dell’omeopatia
Nella ricerca Eumetra tutti gli intervistati affermano di conoscere i farmaci omeopatici (48.5 milioni di italiani maggiorenni)
La maggioranza dice di averne fatto uso almeno una volta nella vita (il 55% delle persone).
E moltissimi sostengono di averla utilizzata negli ultimi 12 mesi (il 20% degli over 18).
Tuttavia, a fronte di una diffusa percezione di consapevolezza, esiste una certa confusione.
Molti intervistati, infatti, assimilano i medicinali omeopatici agli integratori o ai prodotti fitoterapici. E qui si apre il tema realmente importante, per lo meno per chi ha il desiderio che l’omeopatia venga approcciata come un medicinale a tutti gli effetti, la cui assunzione deve essere vincolata ad un suo corretto impiego.
Come racconta la ricerca Eumetra, infatti, alla domanda “come si distingue un prodotto omeopatico”, meno di un italiano su due, il 42%, ha risposto di poterlo leggere direttamente sulla confezione.
Attenzione, non si tratta di dettagli: se vogliamo davvero sostenere la medicina integrativa, antroposofica e omeopatia, è necessario fare informazione corretta.
Su questo, noi di AISO ci impegniamo con serietà e il desiderio di fornire un punto di vista chiaro e scevro da condizionamenti di qualsiasi tipo.
Bugiardino a grande richiesta
La buona notizia è che nel 95% dei casi, questi prodotti sono stati acquistati nei due soli luoghi autorizzati alla vendita: le farmacie e le parafarmacie, dove è possibile ricevere consigli e assistenza da parte di professionisti della salute, formati e competenti.
Il dato ancor più rilevante, tuttavia, ci racconta che 8 persone su 10 avrebbero ritenuto importante o molto importante, trovare all’interno della confezione il foglietto illustrativo, che chiarisse le modalità di utilizzo del prodotto, la posologia e la tipologia di disturbi da curare o prevenire.
Come sappiamo, invece, così non è: la legge proibisce alle aziende produttrici di medicinali omeopatici di allegare i bugiardini alle confezioni e dunque l’informazione alle persone non può che arrivare dal medico di medicina generale o dal farmacista al momento dell’acquisto.
Una discrasia che, come AISO, ci impegneremo sollevare e contrastare nel corso delle nostre attività.


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